Emozione Molinari. Che pubblico!

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Sono state giornate interminabili, ma non poteva esserci finale migliore. Sono stravolto, ma felicissimo. Prima di tutto per me poi per la gente che era in campo e si meritava una soddisfazione del genere”. È un Francesco Molinari stanco e sorridente quello che si presenta in sala stampa al termine dell’Open d’Italia numero 73. “La strategia era quella di continuare a fare ciò che era stato fatto nei primi 3 giorni. Credo che il modo migliore per affrontare un giro finale così, fino a quando è possibile, è quello di affrontarlo come se fosse il primo giorno della gara. Ho cercato di essere aggressivo quando mi sentivo di esserlo e di fare più birdie possibili senza perdere colpi. Poi, ovviamente, nelle ultime buche è diventato un testa a testa ed è diventato anche più difficile controllare le emozioni e rimanere lucidi. Sia io che Willett eravamo stanchi e la tensione era molto alta. Io forse ho commesso l’errore di rilassarmi troppo e con un come Willett non puoi mai lasciare spazio. Nelle ultime buche la tecnica va a farsi benedire e l’unica cosa che conta è l’istinto e la voglia di arrivare alla fine”.

10 anni fa la vittoria a Tolcinasco, agli inizi della sua carriera: “Questa vittoria è totalmente diversa da quella di 10 anni fa. Questa è 1000 volte più difficile. A Tolcinasco era l’inizio del mio secondo anno da professionista, quindi non c’era nessun tipo di aspettativa. È vero, c’era la pressione del pubblico, ma se anche non avessi vinto sarebbe comunque stata una settimana fantastica. 10 anni dopo ci sono più aspettative, soprattutto quando la settimana va in un certo modo e ti ritrovi in testa la domenica sulle seconde 9. Ho provato le stesse emozioni e la stessa pressione che ho sentito nelle ultime buche delle Ryder cup alle quali ho preso parte. Giocare in casa è sia un peso che uno stimolo. Lo stimolo della gente che fa il tifo per te, ma dall’altra parte il peso della gente che ha tante aspettative”.  

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