Lorenzo Scalise: il sorriso dell’Open d’Italia

Il golfista monzese trionfa tra gli Amateur e riparte per gli USA. Le emozioni della 4 giorni dell’Open tra famiglia, campo e futuro.

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L’Open d’Italia è appena finito e sul green della 18 sono tutti schierati per la premiazione. Dal “Champions Gate” escono il vincitore dell’Open, Tyrrell Hatton, il miglior italiano, Francesco “Chicco” Molinari e il miglior giocatore Amateur: Lorenzo Scalise. Il sorriso del classe 1995 di Monza è di quelli che non si dimenticano, accanto a lui, papà Filippo prende il telefono di Lorenzo e comincia a trasmettere “live” dal green, mentre la mamma rimane ad osservare dalla tribuna.

Ma il sorriso “da premiazione” nasconde quel pizzico di amaro in bocca, perché per uno competitivo come lo studente dell’Università del Tennessee, l’Open d’Italia non è andato come voleva: “alla fine della settimana hai la coppa in mano e ti dici che è stata una settimana positiva. – ha commentato Scalise – Io, però, sono molto critico e alla fine non ero molto contento. Il -10 poteva essere l’obiettivo, il -5 che ho raggiunto va bene per vincere la coppa ma non per ritenermi soddisfatto

Lorenzo Scalise, 22enne monzese, ha un passato come tanti bambini brianzoli, fatto di scuola e campo da calcio. Poi la “folgorazione” del golf, in una famiglia in cui ferri, legni e green avevano un preciso significato, non quello letterale, ma quello golfistico. A partire da nonno Vincenzo, uno che a 87 anni ha macinato chilometri su chilometri nei quattro giorni dell’Open al Golf Club Milano, restando sempre al fianco di suo nipote in silenzio, con lo zainetto del Milan sulle spalle e uno sgabello pieghevole che, di tanto in tanto, si apriva per osservare le giocate di Lorenzo.

Nonno Vincenzo osserva Lorenzo

Cappellino arancione dell’università del Tennessee in testa e gli occhi pieni di orgoglio per quel nipote diventato grande che adesso è protagonista sul campo da golf: “Da piccolo ho passato molto tempo con mio nonno. I miei genitori lavoravano e, ancora oggi, lavorano molto, quindi era lui a portarmi a tutte le partite di calcio e successivamente alle gare di golf. Da quel momento abbiamo preso l’abitudine di scambiarci un “pugnetto” dopo il tee shot della buca 1, è quasi un nostro rituale. – Scalise ha poi aggiunto – Per lui, questa settimana, è stato come vivere in paradiso. Sono tornato prima dall’America per giocare l’Open d’Italia al Golf Club Milano e lui mi ha potuto seguire, un sogno. A volte mi chiedo come faccia una persona della sua età a fare tutti quei chilometri, quattro giorni senza mai fermarsi. L’emozioni che ha dentro di se credo siano indescrivibili”

L’Open di Lorenzo Scalise è iniziato in crescendo, ma con gran regolarità, -2 nella prima giornata, -2 nella seconda con il superamento del “taglio” che ha escluso diversi professionisti di spicco. Un taglio che, lo scorso anno, era stato un beffa per il giovane talento brianzolo. Poche ore di sonno tra la seconda giornata, terminata all’imbrunire, e la terza, iniziata alle 8.15 dal tee della 1 con una sottile nebbia che ha avvolto il campo.

Ancora una volta il -2 e un putt che ha fatto penare più del dovuto, un putt che, sul quarto giro, avrebbe fatto infervorare anche Giobbe, notoriamente sinonimo di pazienza. Perché quando una pallina sparisce nella buca ed esce dopo una frazione di secondo dalla stessa parte da cui è arrivata non ci sono molte cose da fare: o lanci il putt o ti metti a ridere. E così il sorriso di Lorenzo è diventato una risata, amara e anche un po’ carica di rassegnazione perché quando gli dei del golf decidono che la pallina non deve entrare, o lo accetti oppure metti in buca un eagle alla buca 13, cercando di contrastarli, sapendo di provocare, poi, la loro ira, pagandola a caro prezzo sui green successivi. “Purtroppo il putt è uno dei miei punti deboli e devo ancora lavorare molto per migliorare. Ci sto lavorando e la crescita è continua nonostante qualche “up and down”. Di questo ne sono assolutamente contento  ”.

Lorenzo Scalise
Lorenzo Scalise premiato come miglior Amateur

In quei momenti, con le buche sempre più strette, papà Filippo non ha fatto una piega, osservando Lorenzo con compostezza e senza proferir parola. Sul suo volto la tensione, nascosta dagli occhiali scuri, e dalle lunghe camminate solitarie anticipando il colpo del proprio figlio. Ma sul green della 18, con Lorenzo Scalise premiato dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, e accolto dal presidente federale Chimenti, da quello del CONI Malagò e dalle altre autorità la tensione è sparita, lasciando spazio all’orgoglio che solo un padre può provare nei confronti del figlio. Un figlio spesso così lontano da casa, che, dopo l’Open è salito su un aereo, direzione Tennessee: “mercoledì ho un esame di storia americana. Studierò in aereo”.

Poi sarà il momento delle scelte perché il golf lo porrà davanti ad un bivio: Amateur o Professionista? Le idee sono abbastanza chiare: “Molti amici mi hanno “vietato” di tornare all’Open da Amateur, ma l’anno prossimo, se lo giocherò, essendo a maggio, sarà sicuramente da Amateur. Prevedere una data per fare il grande salto è difficile, però è un qualcosa che sento di voler fare. L’anno prossimo a settembre ci saranno i mondiali e il mio maestro, che è anche un allenatore della nazionale, vorrebbe tenermi per giocarlo. Non sarebbe male passare Pro dopo un mondiale”. Magari vinto, aggiungiamo noi, per replicare il successo nel Campionato Italiano di quest’anno e il secondo posto all’Europeo.

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