NICCO: Da Tampa è tutto (uno spettacolo)

3 giorni di skateboard no stop e un’esperienza da sogno

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Che regalo di Natale in anticipo mi ha riservato questo 2016. Tampa AM si è chiuso qualche giorno fa, ma io non riesco a smettere di pensare a quanto è stato fantastico essere lì. È vero, è stato un regalo, ma un po’ di amaro in bocca mi rimane perché per come è andata la mia gara sono convinto che avrei potuto fare di meglio.

Di positivo c’è che conosco quelli che sono i motivi. Il principale è che sto facendo questo cammino da poco tempo e sto provando a portare le mie capacità di street skater all’interno di una competizione. Non pensiate sia così semplice, ma è una vera e propria “figata” e io so che posso farcela con costanza e tanto allenamento. In questo mondo se vuoi ottenere subito il risultato non riesci a centrare il tuo obiettivo. Poi io sono positivo e di positivo ci sono anche tanti complimenti che mi sono arrivati da diversi skater di caratura internazionale: “Nicco, è il tuo primo Tampa AM, devi essere contento. Hai i numeri” mi hanno detto e allora io sono contento aldilà del risultato. Poi come si fa a non essere contenti quando respiri skateboard dalle 9 del mattino alle 10 di sera? Impossibile.

Passando alla mia gara sono riuscito a preparare i miei trick singolarmente, mentre non sono riuscito a fare ciò che faccio di solito: preparare la run cronometrandola e filmandola. C’era un po’ troppo traffico nello skatepark e questo mi è mancato. Le conseguenze le ho pagate in gara perché quando ho commesso degli errori ero quasi spaesato e non sapevo come riprendere. Il consiglio mi è arrivato da uno degli organizzatori: “devi fare come i brasiliani. Loro sono venuti qui due settimane prima e hanno preparato tutto qui”. “Magari!” ho risposto io. Sarebbe fantastico poter essere qui due settimane prima, ma anche nei pochi giorni che ho passato allo SPoT ho imparato tantissimo osservando gli altri skater.

Nicco Run Tampa
un passaggio della run di NICCO

Rimango soddisfatto e contento perché le cose positive ci sono state. Devo affinare le mie qualità nel contesto di una gara, ma parto da una buona base. Mi sono visto già molto migliorato e la speranza è quella di crescere ancora allenandomi con le persone giuste e in strutture che, purtroppo, in Italia non abbiamo. Un amico con il quale mi sono allenato molto in America è riuscito a passare le qualifiche del venerdì e questo mi fa molto sperare. Anche lui, però, concorda con me sul fatto che bisogna allenarsi tutti i giorni.

Venerdì scorso dopo le qualifiche che non ho superato mi sono detto: è andata così, goditi l’esperienza e impara dagli altri. E così è stato. Sabato e domenica ho potuto osservare da vicino dei “mostri” di bravura e ho anche parlato con loro. Poi sabato sera c’è stata una gara di “bowl”. Che spettacolo. Dei “selvaggi” che si lanciano a 3000 tra le rampe facendo numeri con una fluidità estrema. È stata una festa con due rapper che hanno “gasato” la folla per tutta la sera. Gli americani sono imbattibili in questo, se la vogliono godere fino in fondo.

Nicco e Dashawn
Nicco con Dashawn Jordan

Domenica ho assistito alle semifinali e alle finali. Che livello. Ho conosciuto anche il vincitore, Dashawn Jordan, un vero e proprio talento. La sua run è stata fantastica, è riuscito a mixare tutte le caratteristiche richieste. Sono riuscito anche a parlare con lui per qualche minuto e, come sempre, ciò che mi ha colpito, è l’umanità di questi skater. Sembrava di essere insieme in una grande famiglia e con questa grande famiglia ci siamo ritrovati al party finale, prima però, non poteva mancare una pizza con mio fratello. Siamo pur sempre italiani. A proposito di italiani, prima di partire ci siamo ritrovati per un saluto e per scambiarci un po’ di idee sulla gara. Anche loro, come me, sono rimasti impressionati dal livello, però sembra quasi che io sia uno dei pochi che penso di poter raggiungere quei livelli, li ho visti troppo rassegnati. Dai ragazzi. In Italia siamo forti e sappiamo fare le cose bene, anche i Brasiliani non sono americani, ma sono diventati fortissimi e se la giocano.

Adesso è arrivato il momento di tornare a casa. Carate Brianza… sto arrivando con tanta grinta in più e con la consapevolezza di voler continuare a vivere questa passione.

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