Il “Lupo” sbrana Cantù. Ad Avellino arriva la terza sconfitta per la MIA

L’ex Ragland punisce la MIA che si sveglia solo dopo un primo quarto da incubo

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Non ci fosse Carlo Recalcati, sulla panchina di Cantù, forse saremmo qui a parlare dell’ennesima crisi canturina della stagione. Ma sulla panchina di Cantù c’è Carlo Recalcati e quindi, alla terza sconfitta consecutiva, si preferisce guardare il bicchiere mezzo pieno. Perché la reazione della squadra c’è stata, perché Avellino è un campo difficile, perché Sacripanti è un bravo allenatore, perché gli ex in campo con la maglia verde sono meglio degli attuali con la maglia bianca, nonostante la carta d’identità, perché Bazarevic e Bolshakov non erano all’altezza, ma il Charlie non si discute. E quindi a Cantù c’è aria di positività, nonostante i 20 punti in classifica e le 16 sconfitte in stagione e nonostante la salvezza sia ancora tutta da giocare. Una domanda sorge spontanea. Ma se 3 allenatori fanno questi risultati, è colpa degli allenatori? Ai posteri l’ardua sentenza.

Ad Avellino Cantù paga un primo quarto dove, probabilmente, i giocatori pensavano ancora di essere al Salone del Mobile, o meglio, un primo quarto dove i giocatori di Cantù potevano essere tranquillamente esposti al Salone del Mobile come complementi d’arredo. 29 a 13 il parziale con un fantastico 3/16 dal campo. Poi la MIA – Red October risorge e si ricorda di avere anche la capacità di giocare, chiudendo all’intevallo lungo sotto solamente di 3 punti. Dowdell e Parrillo guidano la rimonta e le percentuali sembrano quelle di una squadra di pallacanestro. 9/13 solo nel secondo quarto.

Nella ripresa Cantù trova il primo vantaggio della partita dopo 2 minuti con JaJuan Johnson che si sveglia dal torpore dei primi due quarti e mette un 4 su 4 dalla lunetta prima del +1 firmato Cournooh, uno dei pochi salvabili del primo, insalvabile, quarto. Ma i lupi irpini, che faticano molto contro la zona canturina, hanno un’arma in più, il tiro dall’arco. Joe Ragland spara più bombe di Donald Trump, ma Cantù ha una buona contraerea e al 30’ sono 7 i punti che separano le due formazioni. Nell’ultimo quarto i brianzoli continuano l’inseguimento. Johnson si affeziona al ferro del Pala Del Mauro e lo porta a casa con una serie di schiacciate riuscendo a tenere Cantù vicina ad Avellino sino al 79-78. Poi la “dura legge dell’ex” colpisce i bianco blu. Leunen, sornione per 37’ e Ragland, costruiscono il solco che consente ai bianco verdi di mettere in cassaforte la partita.

Sabato, al Pala Banco Desio arriva Pistoia chissà se l’ex di turno, questa volta, sarà dalla nostra parte?!?

SIDIGAS AVELLINO vs MIA – RED OCTOBER CANTU’ 92 – 86

Parziali (29-13; 41-38; 65-58; 92-86)

SIDIGAS AVELLINO: Zerini 6, Ragland 33, Green 2, Logan 22, Esposito NE, Leunen 10, Cusin 6, Severini, Randolph, Obasohan, Thomas 13, Parlato NE. All. Sacripanti.

MIA – RED OCTOBER CANTU’: Acker 7, Ballabio 2, Cournooh 11, Baparapè, Parrillo 6, Pilepic 5, Calathes, Callahan 3, Darden 6, Dowdell 24, Quaglia 5, Johnson 17. All. Recalcati.

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