Folgore Caratese: Beoni ai saluti? Così pare

L’allenatore toscano racconta la sua stagione a Carate, con le valigie già in mano.

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Una stagione in chiaroscuro, un rapporto non certo idilliaco con il presidente Michele Criscitiello e un finale di campionato sottotono. Loris Beoni era arrivato a Carate per iniziare un progetto triennale che potrebbe già terminare dopo pochi mesi.

Dalla stagione della Folgore rimangono le note positive di Simeri e di una società molto ambiziosa. Così come confermato dal mister toscano, che, dopo l’ultima giornata, ha messo già le mani avanti.

Mister partiamo dalla classifica: Folgore Caratese 11° con 41 punti. All’ottava giornata, quando ha rilevato la squadra si aspettava una stagione così?

Sinceramente no,speravo qualcosa di meglio! Però quando si fanno dei bilanci bisogna essere bravi a saper leggere bene tra gli avvenimenti, i risultati e le cifre, e soprattutto interpretare bene la successione degli eventi. Quando sono arrivato le cose sono andate molto bene con 5 vittorie su 6 partite. A quel punto, con l’apertura della finestra di mercato e visto il grande distacco dalle prime (12/13 punti), in società è stato deciso di cambiare obiettivi e strategie. Sono partiti 10 giocatori e ne sono arrivati altrettanti con l’obbiettivo di lavorare in un’ottica di ringiovanimento, proiezione futura e risparmio economico. Quei 20/30 giorni di mercato tra continui arrivi e partenze,il dover ricominciare con un gruppo radicalmente rinnovato, ricercando equilibri di campo e di spogliatoio completamente nuovi, è stato un periodo non facile dove abbiamo ottenuto solo 4 punti in 7 partite. Poi il lavoro ha pagato e la squadra ha di nuovo fatto bene con 15 punti in 7 partite. A salvezza raggiunta, un po’ per una caduta di motivazioni, un po’ per una mancanza di serenità interiore, abbiamo disputato buone gare, ma con risultati non soddisfacenti. Comunque, considerando che a quella rosa completamente rinnovata e ringiovanita, nel girone di ritorno sono venuti a mancare per infortunio De Rosa, Puccio e Bianchi e, nelle ultime 5 o 6 partite anche Francescutti, l’aver raggiunto una salvezza con largo anticipo credo possa essere un risultato soddisfacente che sarebbe potuto essere messo in maggiore risalto se avessimo fatto un bel finale.

La Folgore Caratese dopo i cambi societari di quest’estate doveva essere la rivelazione del girone A. Cosa è mancato?

Per quanto riguarda il mio periodo a Carate, fino ad un certo punto, è andato tutto come doveva andare, poi  nel nostro momento migliore si sono innescate alcune situazioni che hanno generato un finale di stagione non buono.

Chi l’ha stupita in positivo e chi in negativo in questo girone?

In positivo Inveruno e Gozzano nel ritorno. Mi aspettavo qualcosa di più da Chieri e Varese.

Settimo miglior attacco e ottava miglior difesa. La Folgore Caratese si è dimostrata in tutto e per tutto squadra da metà classifica. Lei è conosciuto per essere un allenatore molto offensivo nel gioco. 45 gol sono pochi o sono troppi i 47 subiti?

Pur preferendo sempre un calcio propositivo ho sempre curato molto la fase prettamente difensiva e sicuramente i 47 gol subiti sono troppi. Anche in attacco avremmo dovuto essere più bravi a diversificare, con più soggetti, i gol fatti.

Di positivo, in questa stagione, c’è il fatto di aver trovato un giocatore come Simeri. Criscitiello l’ha elogiato, ma ha detto che c’è ancora molto da migliorare, soprattutto quando non riceve palla o quando non trova il gol. È d’accordo con il suo presidente?

Sì, sono d’accordo, così come deve riuscire a crescere sul piano della gestione mentale dell’impegno. Detto questo diciamo anche che Simeri ha fatto un gran campionato, 21 gol sono sempre tanti, ha grandi doti e potenzialità, gli auguro, come credo, di avere una chance nel calcio professionistico e tutte le migliori fortune.

Il presidente Criscitiello, riguardo agli allenatori di serie D, il mese scorso ci ha detto: “servono gli allenatori che la categoria la conoscono e soprattutto, cosa che ho imparato in questi mesi, i gironi sono molto regionali, quindi un allenatore di categoria che può vincere in Sicilia, Campania e Puglia, purtroppo non va bene in città diverse da quelle del suo girone”. Si è sentito preso in causa da queste parole? Cosa ne pensa?

Certo che mi sono sentito chiamato in causa, era già un messaggio, e non sono sicuramente dello stesso parere. Uno, perché non è statisticamente così, e due perché, ad oggi, credo comunque personalmente di conoscere bene il girone visto che in preparazione delle gare ho guardato mediamente 3 partite di ogni avversaria che saremmo andati ad affrontare.

Con i se e i ma non si va da nessuna parte, ma se lei avesse iniziato la stagione a Carate e avesse potuto fare la squadra sarebbe cambiato qualcosa? Quali sono gli elementi che si è trovato in squadra di cui avrebbe fatto a meno e quali sono le pedine mancanti?

Ma più che dire quali sono le pedine mancanti è ovvio che se avessi potuto fare le scelte io mi sarei costruito una squadra secondo quello che è il mio modo di vedere il calcio e di interpretarlo. Mi è già capitato altre volte che, con un po’ di attenzione, si possa costruire una squadra che si gioca il campionato, anche senza spese folli.

Qualche mese fa, quando è stato presentato alla stampa si è parlato di un progetto triennale. Lei ci credeva? E adesso ci crede ancora?

Certo che ci credevo,ne ero entusiasta anche perché si stava parlando di un progetto a 360 gradi che coinvolgeva anche il settore giovanile nel quale già mi stavo impegnando e che mi affascinava visto anche la grande progettualità oltre che del Presidente anche del Dott. De Salvo. Poi nell’ ultimo mese e mezzo non mi sono più sentito con il presidente (e tutto è  cominciato quando eravamo in una fase estremamente positiva) e pertanto non ci siamo comunicati le relative decisioni ma credo evidente che la società abbia intrapreso nuove strade. Sono certo che il presidente continuerà nel suo progetto, anzi sono sicuro che la Folgore il prossimo anno avrà come unico obbiettivo quello di vincere il campionato e, che comunque, il presidente  raggiungerà l’obbiettivo quanto prima. Non nego che mi dispiace lasciare questo ambiente che per strutture e organizzazione rappresenta il massimo. Questa è l’occasione per ringraziare tutti: la società che mi ha dato questa occasione nella persona del presidente, tutti i collaboratori dai magazzinieri allo staff tecnico, dirigenti, giocatori e tutti quelli che mi hanno voluto bene.

Quindi parliamo già di futuro. L’anno prossimo si vede ancora in Brianza o c’è troppa nebbia, umidità ed è meglio allenare o in Toscana o al sud?  

Nel calcio non si può  mai dire nulla. Mi fa piacere avere comunque ricevuto già alcuni “imput”. Questo significa che, forse, qualcuno ha apprezzato il lavoro svolto e questo per un allenatore è già gratificante. Sono abituato a muovermi. Vedremo cosa succederà.

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